Associazione Europea di Psicoanalisi

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La voce "Psicoanalisi", Wikipedia e la democrazia nel web

Su Wikipedia, la cosiddetta enciclopedia libera on line (d’ora in poi WP), la voce “Psicoanalisi”  sembra particolarmente debole  e oltretutto è oggetto di numerose controversie, che rendono problematica qualsiasi modifica. Basti pensare che, ad esempio, la parola “conoscenza” non compare in  tutta la pagina, per quanto sia ormai acquisito il fatto che la psicoanalisi consiste, nella sua definizione più ampia, in una forma particolare di conversazione e di esperienza emotiva tesa alla conoscenza di sé, appunto, nonché all’autorealizzazione.

La sezione “La psicoanalisi in Italia”, in particolare, è ridotta ai minimi termini.

Nello scorso agosto il nostro Presidente in carica aveva inserito un link all’AEP e un paio di propri titoli in bibliografia.

Questo piccolo contributo ha prodotto grandi sconvolgimenti nella libera comunità virtuale di WP. Un anonimo in senso tecnico (utente non registrato a WP) e in senso comune (non si è mai firmato) ha creato nella sezione “Discussione” della voce “Psicoanalisi” un capitolo intitolato “Antoine Fratini”, per poterlo poi denigrare con questo tono:

“Antoine Fratini chi è? Ha pubblicato qualcosa con un editore serio? È uno psichiatra? È una fonte autorevole?” [l’intera documentazione della discussione si trova in allegato].

Evidentemente questo anonimo non considera editori seri né Book né Armando. Forse bisognerebbe che si facesse coraggio e denunciasse la scarsa serietà di questi editori, scrivendo a loro.

Resta il fatto che un amministratore di WP nel dubbio ha tolto tutti riferimenti.

Ma successivamente la querelle è continuata e dalla persona del Presidente si è estesa all’intera associazione con queste parole:

“Da cancellare la ridicola associazione europea di psicoanalisi dai collegamenti esterni, è la sua, e compare addirittura per prima nell’elenco!!!”

A questo punto lo stesso Fratini ha chiesto che anch’io intervenissi e l’ho fatto da utente tecnicamente anonimo (non mi ero ancora registrato), ma firmando col mio vero nome.

Ecco il testo (reperibile in allegato):

“Qualcuno (ma non si sa chi sia) crede che per essere autorevoli si debba avere un titolo di studio. Evidentemente non basta il valore delle argomentazioni che una persona è in grado di sviluppare. In effetti, il denigratore di Antoine Fratini di argomentazioni logico-razionali non ne usa affatto. Trancia giudizi sulla persona, sulle sue pubblicazioni, sulla sua professionalità senza un minimo di sviluppo concettuale (spero non sia lo psicologo Fulvio Frati, che mi aveva promesso un “profilo più alto” nelle sue polemiche). Probabilmente il suddetto ignoto individuo, per coerenza, dovrebbe giudicare il valore di un romanzo e della professionalità di uno scrittore dal titolo di studio che possiede, non dal valore della sua opera. O allo stesso modo giudicare un film e l’operato di un regista. Ma qual è il titolo di studio per fare lo scrittore o il regista? E, a proposito, qual è il titolo dell’anonimo scrivano? E, soprattutto, come lo ha conseguito, vista la pochezza della sua dialettica? Inoltre, lasciando da parte Fratini, che è in grado di difendersi da solo, non si vede perché l’Associazione Europea di Psicoanalisi debba essere cancellata e definita “ridicola”, per il solo fatto che lui l’ha fondata e la presiede. L’AEP è un’associazione di psicoanalisti di professione e inoltre di studiosi di vario tipo: docenti universitari, professori della scuola secondaria, psichiatri anche decisamente autorevoli, psicologi, analisti esistenziali, ecc. L’attività dell’AEP è di approfondimento culturale, divulgazione e discussione delle problematiche inerenti alle teorie psicoanalitiche. Tutte le attività sono pubblicate sul sito web www.aepsi.it. Inviterei tutti gli interessati a verificare i contenuti del sito, che contiene contributi di alto livello teorico. L’AEP organizza inoltre il Fidenza PsicoFestival, evento multidisciplinare, che ha come obiettivo quello di approfondire, da diversi punti di vista, temi fondamentali connessi alla psicoanalisi, cioè alla migliore conoscenza di sé. Si può consultare in merito www.aepsi.it/psicofest

Segnalare l’AEP su Wikipedia non è autopromozione e mi sembra molto discutibile l’affermazione dell’amministratore Veneziano “Condivido l’eliminazione dei link e materiali autopromozionali effettuati dall’anonimo”, sia perché agli anonimi non dovrebbe essere concesso nulla, soprattutto quando al posto della logica usano solo la diffamazione, sia perché ci vuole poco per verificare che il contenuto del nostro sito è più che serio culturalmente. Cito anch’io indirizzi web non per fare autopromozione ma per consentire il controllo di quanto scrivo”.

L’anonimo ha insistito e, pur senza argomentare in alcun modo, ha ribadito:

“Il livello «culturale» dell’associazione in oggetto è verificabile de visu”.

Dopo questo intervento, che utilizza un mezzuccio tipico di chi non possiede argomenti logico-razionali per giustificare le proprie asserzioni, le scaramucce sono stare bloccate, la pagina è stata archiviata e nella nuova pagina è comparsa nel capitolo “Antoine Fratini” la seguente richiesta di un amministratore:

“Prego gli interessati di creare e rendere evidentemente enciclopedico il link qui sopra”.

Allora mi sono registrato come utente WP (col nome Usher) e ho provato a soddisfare la richiesta con un testo decisamente neutro, in cui di Fratini citavo solo il libro, ormai esaurito, pubblicato da Armando (editore direi molto serio, checché ne pensi il doppio anonimo) e, illustravo prevalentemente criteri e finalità dell’Associazione.

In un solo minuto è stato cancellato (una delle regole di WP recita: “il contenuto che stai inviando può essere modificato, cancellato o integrato da chiunque”).

Alle mie proteste, il solito Veneziano ha risposto che si trattava di una modifica autopromozionale e, alle mie varie ulteriori recriminazioni debitamente motivate, concernenti anche il concetto di promozione (vd. allegato), ha ribadito che, a sua conoscenza, l’AEP “è diventata «nota» [perché] ha ricevuto ripetute attenzioni e denunce penali da parte [degli] Ordini degli Psicologi, e che sull’associazione e/o su suoi esponenti ci sono state relazioni dei NAS dei [Carabinieri] che attestano che vi viene esercitata la professione di psicoanalista da parte di persone con la terza media” [tra parentesi quadra le mie correzioni al testo di Veneziano, che contiene diversi errori di morfologia grammatica, e sintassi].

Rispetto alle mie contro-argomentazioni, che miravano a correggere soprattutto le numerose e gravi inesattezze di merito, ha sostenuto che l’AEP è “un’associazione culturale locale alla pari di migliaia di altre”.

A quel punto, preso atto dei fraintendimenti insanabili, dopo aver chiarito la natura dell'AEP, ho ritenuto di operare almeno una modifica alla sezione “La psicoanalisi in Italia”, con un testo totalmente neutrale, in cui non erano citati nomi di persone o di associazioni, né v’erano link esterni.

Questo il testo:

"Vi sono oggi in Italia psicoanalisti, studiosi e associazioni che considerano la psicoanalisi una disciplina che travalica nettamente i confini della pratica prettamente terapeutica (terapeutici sono solo gli effetti eventuali dell'analisi adeguatamente condotta), ponendosi essa come finalità precipua la conoscenza della persona, in particolare delle sue processualità inconsce e dei rapporti che la coscienza intrattiene con esse. Pertanto, la psicoanalisi consisterebbe, nella sua definizione più ampia, in una forma particolare di conversazione e di esperienza emotiva tesa alla conoscenza e alla realizzazione di sé. L'inconscio, oggetto di studio della psicoanalisi, non potrebbe dunque limitarsi alla definizione data da un solo autore, ma dovrebbe integrare tutte le concezioni che hanno ottenuto riconoscimenti da parte della comunità scientifica. Tale principio è particolarmente importante per garantire alla psicoanalisi quell'apertura e quel margine di evoluzione senza i quali ogni scienza è destinata a perire".

Anche questo è stato immediatamente cancellato e alle mie richieste di chiarimenti il solito amministratore, o presunto tale, mi ha risposto che, siccome il testo era una parte di quello precedente su Fratini, andava eliminato!!!

Nel frattempo ho scoperto che già in agosto, nel pieno della querelle tra anonimi, Veneziano si era rivolto per una consulenza ad un altro utente, uno psicoanalista che dichiara anche il proprio nome anagrafico (tutto si può trovare su WP, cercando bene). Questi aveva risposto il 25 Agosto 2007 alle ore 21.00:

“Non ho osservazioni da fare [né] contributi; per quanto ne so confermo che si tratta di vicenda esterna a WP: tra Fratini e Frati c'è una querelle decennale che dipende soprattutto dal secondo che - da Presidente dell'Ordine - denunciò Fratini per abuso della professione, ma perse la causa. Da allora Fratini si atteggia a vittima, il suo libro è la dimostrazione, mentre Frati è rimasto scornato e se l'è legata al dito; anche per quella vicenda alle ultime elezioni (2005) la sua candidatura non ha avuto alcun sostegno, è stato eletto consigliere per il rotto della cuffia ma ha perso la presidenza”.

Mi è sembrato un giudizio nel complesso equilibrato e così gli ho mandato una mail, riconoscendo che la sua ricostruzione dei fatti mi sembrava corretta (pur facendogli notare che il vittimismo di Fratini è tutto da verificare e che, per un popperiano dichiarato come lui, l’uso della parola “dimostrazione” non era epistemologicamente corretto nel contesto) e chiedendogli un parere sul mio contributo, in particolare se anche a lui sembrava violasse le regole del cosiddetto "Neutral Point Of View" adottato da WP.

La sua risposta è stata pronta e chiara:
“[…] il suo testo […] a me non sembra porsi in conflitto con esigenze di tutela del c.d. Neutral Point Of View né veicolare concetti promozionali. Non sembra a me, ma un altro può avere diversa impressione sulla base di precedenti, idee preconcette o esigenze meno definibili e che non conosco. Ciò invero mi sembra attinente con l'etica del potere [..] - per quanto sia di esiguo spessore, qui, tale concetto - sulla quale etica, cimentarsi è sempre stato vano".

Ciò mi ha riconfermato in quanto avevo scritto sul fatto che anche nella libera e democratica comunità telematica di WP c’è chi ha il potere di approvare e disapprovare, in nome, non delle regole, ma delle personali interpretazioni di quelle stesse regole. Il fatto è che, a parte alcune eccezioni, non si può neanche sapere chi sia colui che ha questo potere, giacché in questo mondo virtuale, in cui ci si nutre fino all’eccesso di virtualità ( e del suo linguaggio: flame, rollback, nickname, ecc.), anche le persone tendono ad assumere una personalità virtuale, il che le deresponsabilizza dal dover adeguatamente argomentare per sostenere una tesi.

Inoltre, come accade spesso nelle comunità umane, reali o virtuali che siano, anche qui affiora il dogmatismo delle interpretazioni, spacciate per verità oggettive. Alla fine la giustificazione delle cancellazioni, benché si trattasse di un contributo neutrale, è tutta qui, nell’insofferenza per una edit war, scatenata peraltro da un doppio anonimo privo di argomenti: “Tutto per un link su una associazione privata, che nessuno (utenti, admin, etc.etc.) ritenevano di dover mantenere” (Veneziano - dai, parliamone!  22:10, 5 ott 2007).

A parte la sintassi, che lascia a desiderare, l’utente doppiamente anonimo e due amministratori bastano per dire che “nessuno” voleva mantenere quel link e per non spiegare come mai ciò abbia determinato l’annullamento di qualsiasi altro tipo di contributo. Se non sono dogmatismo e nichilismo questi atteggiamenti, non saprei dove andare a cercare un più evidente attentato alla libertà di pensiero e alla libera diffusione delle conoscenze.

 

Allegato: scarica la documentazione tratta da WP in formato PDF

 

Postilla: nella polemica ho sostenuto, tra l’altro, che “il concetto commerciale di pubblicità si applica solo alle imprese”. È curioso notare che sulla stessa WP la voce “Promozione” si riferisce a:

·          In senso economico, elemento del marketing

·          Una mossa del gioco degli scacchi

·          Una serie del campionato italiano di calcio

·          Nello sport, il passaggio da una serie a quella superiore per meriti sportivi

·          Nella scuola, l’avanzamento di un alunno verso un grado superiore

 

Che avessi un po’ di ragioni anche su questo?

  

Fidenza, 14 ottobre 2007

 

Angelo Conforti


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