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Il volo: le ali della libertà

   Protagonisti

Gianpaolo Crovato, Venezia, specializzato in psicoterapia analitica all’università Jean Monnet, docente di bioetica all’Università Cattolica di Roma.

Sabato 22 Ottobre 2005

   Convegno dell’Associazione Europea di Psicoanalisi

Ore 9.30 - 13 - Sala polifunzionale Centro Interparrocchiale San Michele

Psicoanalisi oggi

[Intervento al Convegno AEP del Fidenza PsicoFestival, 22 Ottobre 2005]

Sarebbe ingiusto quanto miope, pensare che un certo modo  di considerare la psicanalisi oggi , come un qualcosa di un po’ superato o poco spendibile, fosse un demerito dell’attuale società e dei giovani in particolare.

Appartiene alla natura dell’uomo, rinnovarsi il ricercare per andare oltre. 

C’è da dire però che se l’idea di Freud e della  sua psicanalisi hanno il sapore del vecchio, parimenti potremmo sostenere anche come Colombo e la scoperta dell’America,  come Newton e i Principi della Dinamica, come Gesù e il Vangelo, come Platone e la sua Repubblica, siano anch’essi vecchi ma,  potremmo noi…  aggiungere: e per questo superati? 

Al secondo capoverso del primo libro dei Salmi, riferito all’uomo, si legge: 

Egli è come albero piantato

Sulle rive di un corso d’acqua,

che da frutto nella sua stagione,

le cui foglie non cadono:

ogni cosa che fa gli riesce bene.

 L’albero simbolo fallico  (un maschile) strutturato che penetra (il femminile), la terra dove affonda le sue radici e grazie a questa unione l’energia (la forza dell’amore) l’acqua può scorrere i due diventano una sola cosa, l’albero non seccherà non perderà le sue foglie e a tempo debito produrrà i suoi frutti (i figli).

 In queste poche righe attribuite a Re Davide (vecchie più di Cristo),  simbolicamente vi è rappresentato tutto il ciclo della  nostra vita, quella convenzionale “della retta via” certo, non quella trasgressiva che pure ci attrae con tutto il fascino di chi vuol esperenziare l’opposto, il seducente quanto a volte irresistibile richiamo dell’ ombra, (la mela proibita).

 Non credo dunque che l’antico equivalga a vecchio nel senso di superato, e non ritengo neanche che più il tempo ci separi da un qualcosa  più quel qualcosa non rappresenti ormai un valore o che comunque perda  la sua utilità.

Ritornando alla psicanalisi, ritengo invece che  in percentuale ci sia meno gente (che pur trovandosi paradossalmente nel disagio psicologico oggi più di allora),  abbia la capacità non tanto di credere in quest’ultima, bensì di affrontarla!

 E per affrontarla sono necessari alcuni requisiti:

 a)      una forte motivazione;

b)      il coraggio di mettersi in discussione;

c)      la capacità di sostenere la scelta.

 Mentre il primo inizialmente di solito prevale sugli altri due, con lo scorrere delle sedute, avviene una inversione di tendenza;   spesso però, il paziente-cliente entro le prime 8-15 sedute scompare come rapito dalla convinzione che stia perdendo solo il suo tempo.

Molte volte per la nostra incapacità, altre invece per la mancanza  anche se soltanto a livello embrionale di b) e c).

I Lama tibetani sostengono che i nostri migliori maestri sono i nostri peggiori nemici, quelli che maggiormente ci fanno soffrire… 

E ancora Jung ci parla di sincronicità noi incontriamo chi o ciò che ci sarà utile per la nostra realizzazione, e ancora di effetto specchio negli altri percepiamo le mille sfaccettature che ci appartengono, soprattutto quelle più fastidiose. 

Ma oggi chi è disposto a vivere il suo tempo, quanti di noi invece preferiscono bruciarlo! 

Vediamo i nostri giovani circondati da  uno sfascio morale e sociale, (del quale ne siamo in quota parte responsabili),  compensare la loro fragilità con i simboli di un potere che ingabbia:  ottenere, conquistare, riempire… ma quanto, in che modo e perché?  

Tendenzialmente tutti cerchiamo lo “sballo”, ognuno con la propria droga…, e non soltanto quelle convenzionali ( eroina, cocaina, erba o acido), ma con lo shopping, l’alcool, il sesso, il cibo, l’innamoramento…, la frenesia e la dipendenza per un qualcosa che in qualche modo ci compensi quando se non addirittura ci inebri i sensi. 

In Matteo 16, 24  Gesù dice: “ se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Poiché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà per amor mio la troverà. Che gioverebbe a un uomo guadagnare tutto il mondo, se perdesse l’anima sua?”  

Povera nostra anima, noi invece , facciamo di tutto per noi incontrarla, fino a quando nei casi più,inquietanti, il suo urlo si fa sentire e la sua eco testimonia tutta la sofferenza, di una povera creatura. 

L’attuale  società, offre ai nostri giovani solo smarrimento e a noi non poche coinvolgenti amarezze e perplessità. 

Dove stai andando uomo? 

Gli 86.400 secondi di ogni giorno della tua vita, come li stai impiegando? 

Non possiamo escludere che questo nostro mondo, a tempi non molto lunghi collasserà, e nuove ragioni scaturite dalla necessità e da  profonde riflessioni ribalteranno il preesistente, per creare una società al centro della quale ci sia il bene della persona, una sorta di neoumanesimo una riscoperta di valori che nel quotidiano vengono ignorati se non addirittura calpestati; mi riferisco alla vita, alla solidarietà, al rispetto dell’altro,  all’autonomia personale, alla giustizia, alla uguaglianza ecc.  

Questo smettere di ego-centrarsi, questo perdersi mettendosi al servizio dell’altro, per poi nell’amore ritrovarsi!  La vita presuppone il coraggio di mettersi in gioco a tutto campo, di scegliere ogni giorno non di fuggire, l’eroe che discende agli inferi per poi risalire vittorioso sulle sue paure, liberato nella verità, non sopravvivenza nell’ipocrisia o nella fuga! 

Ma chi sono oggi i veri eroi? 

Io credo che lo sguardo non debba andare molto lontano per cercarli, essi sono gli uomini di tutti i giorni, quelli che si alzano ogni mattina, per timbrare un cartellino, che si guadagnano da vivere nell’anonimato, che hanno il coraggio di farsi una famiglia e di avere dei figli ai quali non senza sacrifici cercano di fornire le basi per poter continuare, dopo di loro lo stesso ciclo, nella dignitosa normalità.  

Sembrerebbe tutto molto lineare, eppure oggi spaventa così molto, ecco perché bisogna se non esserlo quanto meno avvicinarsi molto alle caratteristiche dell’eroe! 

Non sarebbe male visto che siamo partiti dall’assunto che la psicanalisi odorava di vecchio riesumare qualcosa di ancor più datato come le Virtù morali dette anche cardinali di Aristotele: 

La Prudenza  (intesa come momento valutativo di un’azione, sapendo raccordare i mezzi al fine buono, ciò  presuppone la capacità di riconoscere il bene), la Prudenza regola anche le altre Virtù per questo Tommaso D’Aquino la definisce Auriga Virtutum. 

La Fortezza  (può essere espressa con due verbi sustinere e aggredi) 

                     Sustinere, significa sopportare il male fisico, la sofferenza e saper superare le paure e le minacce mantenendo lucidità e padronanza di sé,  una delle maggiori paure è rappresentata dalla morte,    (l’angoscia da paura per la propria morte e quella degli altri,  se non si è “fatto pace” con la propria  non si è in grado di accettare quella altrui); 

                     Aggredi, significa essere in grado di affrontare le difficoltà dei propri compiti e del servizio alla verità; 

La Giustizia   rappresenta la disposizione costante e dinamica verso il bene proprio e altrui, fondamento della virtù della giustizia è pertanto, il riconoscimento della persona come valore e come relazione;   

La Temperanza  determina e favorisce la capacità di dominare e orientare le passioni e l’istintualità.  

Queste caratteristiche vennero molto sollecitate ai cavalieri nel medioevo, ma analizzandole vediamo come possano essere di una attualità sconvolgente, anche il solo avvicinarsi a questi modelli comportamentali, imprime nella formazione di una persona uno slancio verso una vita vissuta e non subita, in una completa liberta “per” (realizzare la propria natura, un progetto di vita)   non in una libertà “da” (vincoli o costrizioni in un concetto di libertà radicale dove tutto ciò che è voluto e accettato sia di conseguenza lecito).    Solo nella libertà “per” ci si incammina verso una personalità consolidata e non fragile.  

Il viaggio che compie chi affronta la psicanalisi, rappresenta un po’ tutto questo, il capirsi ma conseguentemente l’impegnarsi, ma non verso una vita casta e monastica, bensì verso una vita liberata dalle menzogne dai falsi idoli, dal tutto e adesso, dal pronto gratificante e facile, Non c’è crescita senza fatica.  

La vita è come una bella mela la si può ammirare ma per averne sentito il gusto bisogna avere il coraggio di morderla, pur nella consapevolezza che ad ogni morso una parte di lei sparirà, ma quando saremmo arrivati al torsolo, alla fine cioè del nostro tempo, potremmo morire nella consapevolezza di non essere stati solo dei semplici spettatori… ma anche dei protagonisti.  

Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente i Colleghi gli Allievi e Simpatizzanti,  per la ben riuscita manifestazione e non da meno per la calorosa umanità riscontrata  nell’occasione. 

 Grazie a tutti Voi,

A.E.P.,

Fidenza PsicoFestival, 23/10/2005

Gianpaolo Crovato


  


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